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Cara Polizza, quanto mi costi!

Cara Polizza, quanto mi costi!
 

Cara Polizza, quanto mi costi!

Vogliamo condividere con voi qualche interessante (e ahimè sconcertante!) dato pubblicato in un recente bollettino da Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) sulle polizze Vita, strumenti molto comuni tra i risparmiatori del nostro Paese.


Raccolta e retrocessioni

Sono innumerevoli gli accordi che sono stati intessuti in questo ultimo trentennio tra banche e compagnie assicurative, dando vita ad un intricato mondo di joint venture, con matrimoni e divorzi. Secondo l’ultimo studio disponibile di Ivass, su 96 compagnie vigilate a fine 2020, le banche avevano partecipazioni in 37 (erano 35 nel 2019) di cui 12 partecipate in misura rilevante (30%-50%) e 10 in misura maggioritaria (superiore al 50%).

Non stupisce, infatti, che la raccolta premi del settore Vita avviene principalmente attraverso i canali bancario-finanziario (nel 2021, il 72,1% del totale dei premi acquisiti in Italia).

Il ramo Vita è un business ricco e le banche, negli scorsi anni con tassi ai minimi e con margini operativi bancari in forte riduzione, sono andati a nozze con le polizze incassando laute commissioni che sono state loro retrocesse (si può arrivare fino al 60%-70%). Basti pensare che l’8% dei proventi operativi netti di Intesa Sanpaolo arriva dalla divisione “Insurance”, il cui risultato netto, nonostante il difficile 2022, è passato da €712 a €870 milioni (+22%) mentre è in calo sia l’asset management (-30%) sia il private banking (-3,9% sul 2021).

 
I costi e le performance

La nuova offerta delle polizze Vita è prevalentemente rappresentata da prodotti multiramo(1) e unit-linked(2) (479 prodotti su 661 totali), prevalentemente a premio unico, nella forma a vita intera, ossia senza una scadenza definita, con orizzonti temporali di investimento raccomandati pari, in media, a 8,6 anni.

La vera domanda che ciascun risparmiatore dovrebbe farsi è:

“I prodotti bancari assicurativi convengono?”

La risposta arriva da uno studio Ivass poco pubblicizzato ma lapidario (lo trovate in allegato).

Al fine di misurare sinteticamente i costi complessivi che gravano su un prodotto assicurativo si è fatto riferimento all’indicatore Reduction in Yield (RIY), previsto dalla normativa e riportato nei KID, ossia il “Key Information Document”. Il RIY rappresenta la riduzione attesa del rendimento espresso su base annua per effetto di tutti i costi che gravano sul contratto a carico dell’assicurato.

Dalla figura seguente si evince che, in media, i prodotti sono molto cari e, in particolare, quelli unit-linked (RIY 2,8%) e multiramo (RIY 2,5%) sono più costosi rispetto ai prodotti rivalutabili (RIY 1,8%).

(1) Le polizze multiramo sono prodotti ibridi che uniscono la gestione separata di Ramo I e le unit-linked di Ramo III.
(2)Le polizze unit-linked sono veri e propri strumenti di investimento finanziari, le cui prestazioni sono collegate a quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o ad un indice azionario o ad altro valore di riferimento, sono pertanto esposti, in qualche modo, alla variabilità dell’andamento dei mercati finanziari.

I costi sono poi crescenti rispetto al periodo di detenzione raccomandato (in gergo RHP, ossia “Recommended Holding Period”) per tutte e 3 le tipologie di prodotto.

Le performance, su qualsiasi periodo di detenzione raccomandato preso a riferimento, difficilmente in media superano il 2% annuo.

In relazione al canale distributivo, i prodotti unit-linked e multiramo offerti attraverso il canale tradizionale evidenziano migliori performance nette attese rispetto a quelli offerti dal canale bancario-finanziario. Nel grafico seguente è rappresentata la performance netta attesa annua per tipologia di prodotto per canale di distribuzione.

Peccato, tuttavia, che la maggior parte della raccolta dei premi arrivi proprio dal canale bancario-finanziario, come mostra la immagine seguente.

Conclusioni

I costi sopracitati, soprattutto se paragonati alle performance ottenute, sono totalmente ingiustificati. Se avete sottoscritto polizze Vita vi invitiamo dunque ad analizzarle con attenzione e spirito critico. Infatti, se è vero da un lato che i vantaggi delle polizze esistono (e.g. esenzione imposta di bollo, tassa di successione, insequestrabilità e impignorabilità), vero è altrettanto, soprattutto allungando l’orizzonte temporale, che questi vantaggi sono ridotti o del tutto annullati dall’elevato livello di costi e dalle scarsissime performance.

Come poter evitare queste proposte di investimento assicurative?

Rivolgendovi ad un consulente finanziario indipendente come Exevior che faccia gli stessi vostri interessi, eliminando così ogni conflitto di interesse, e che svolga il suo lavoro al fine di proteggere e raccomandare i corretti investimenti per far crescere i vostri risparmi.

 

 

 

 

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